GR20 Corsica – Antonella Romagnoli – versione italiana

Buongiorno Antonella, ti poi presentare ?

Salve, sono Antonella Romagnoli. Nasco a Pietrasanta (Lucca) il 21 settembre 1956, da sempre amante dello sport, della natura e delle montagne, Apuane, Appennino e, ogni volta che mi è stato possibile, Alpi, Dolomiti e Corsica.

Tra i vari hobby, naturalmente anche la fotografia, soprattutto di ambienti naturali.

Laureata in lettere Classiche all’Università di Pisa, lavoro come Funzionario nella Pubblica Amministrazione, dove al momento mi occupo di informatica, statistica e comunicazione web.

Ho una figlia di 34 anni e due nipotine, una di 4 anni e mezzo e una appena nata.

Negli ultimi 10 anni ho molto intensificato la mia attività escursionistico/alpinistica riuscendo ad effettuare magnifici trekking e uscite anche invernali, sia sciistiche che escursionistiche, vedendo molti ambienti e località che cerco, per quanto posso, di ritrarre in fotografia.

Da quando tempo fai il trekking ? poi hai altre passione oltre trekking ?

Vedi la presentazione alla domanda precedente. Faccio trekking dall’età di 16 anni, quando sono entrata in un gruppo scout. Sport in generale, fotografia. Una volta ricamavo e lavoravo a maglia, ora è un po’ che non lo faccio.

Hai camminato sul GR20 tre volte. Quando ? in que senso hai fatto il percorso ? Quale stato il punto di partenza e il punto di arrivo ?

GR 20 sempre da Nord a Sud (considerato il tradizionale per come è stato pensato).
Sempre nelal seconda metà di giugno.
Nel 2011 sono partita da Calenzana e ho proseguito fino alla Bergerie di Vaccaghja lungo la 6^ tappa. Lì siamo scesi al Rifugio a Sega e poi a Corte (città splendida dove vale la pena passare almeno un giorno)
Nel 2012 abbiamo fatto la parte Sud, da Vizzavona a Conca.
Quest’anno abbiamo recuperato le tre tappe mancanti, da Manganu a Vizzavona, rifacendo anche la meravigliosa tappa da Castel Verghju a Manganu. Abbiamo fatto anche la nuova tappa da Haut Asco alla Pointe des Eboulis – andata e ritorno da Asco (tappa che sostituisce il Cirque de la Solitude, fatto nel 2011)

qualli cambiamenti hai fatto tra i differenti soggiorno ? qualli differenze ci sono tra le tre esperienze che hai fatto ?

Nessuna differenza o cambiamento. Trekking fatto in due dormendo e mangiando sempre nei rifugi o (dove presenti, cioè a Haut Asco, Castel Verghju, Capannelle) Gites d’Etape (più confortevoli).

Approssivamente, mi poi dire qualli materiali hai preso con te ?

Zaino da 50 litri. peso tra i 10 e 12 kg. Acqua due litri al giorno, vestiti essenziali per trekking: un paio di pantalonida trekk, 1 pantajazz, usato di notte e per scorta in caso di necessità, pantaloni corti, tre magliette e due canottiere, 1 pile, giacca e pantaloni da acqua, giacca antivento, leggerissimo accappatoio in microfibra e piccolo asciugamano sempre in microfibra, indumenti intimi in minima quantità. Scarpe alte e sandali da trekking (usati nelle pause e in rifugio).  Cibo per il giorno (pane, salumi, formaggio, anche acquistati durante il percorso, frutta, frutta disidratata) in quanto abbiamo sempre mangiato (cena e colazione) nei rifugi.

se il trekk si fa in assenza di neve non occorrono né corde né ramponi né piccozza né imbrago. In caso di periodi con presenza di neve invece questi materiali possono essere necessari e aumentano la difficoltà del trekk e il peso dello zaino.

qual è l’oggetto o la cosa stato più pratico per te ?

Niente in particolare. L’accappatoio in microfibra è utilissimo in quanto fa sia da asciugamano che da vestaglina per cambiarsi i vestiti (essendo donna aspetto non trascurabile)

qualli sono i tuoi impressioni ?

Positivi :

difficile da esprimere. Tutto positivo, bellissimo, siamo sempre stati fortunatissimi con il tempo (brutto soltanto nella tappa da manganu a Petra Piana). Paesaggi splendidi, montagne superbe, terreno difficile, tosto ma bello anche per questo.
Mi sono trovata benissimo in tutti i rifugi e ho trovato i custodi gentili e disponibili. Molto divertiti che fossimo italiani, avevano la possibilità di parlare con noi in quasi italiano o corso (ben pochi italiani si trovano lungo il trekking, almeno non in giugno)

Negativi :

quasi niente. Le condizioni igieniche sono un po’ al limite, ma per pochi giorni ci si abitua. In caso però di brutto tempo per più giorni l’esiguo spazio nei rifugi, la mancanza di acqua calda e possibilità di asciugare gl indumenti bagnati potrebbe rivelarsi uun problema. Diciamo che il trekking è duro per molti aspetti, tra cui anche quelli logistici, e che funziona tutto perfettamente con bel tempo. In caso di pioggia è a maggior ragione funzionale l’alloggio in rifugio che garantisce un tetto solido sulla testa e non dover dormire in mezzo ad acquitrini.

Altra cosa negativa è il fatto di non poter pagare con carta bancaria (trovata solo a Petra Piana quest’anno – i rifugi visitati nel 2011 e 2012 però potrebbero averla adesso) il che costringe a portarsi dietro molto contante. Non siamo mai incorsi nel problema « punaises » che però pare capiti tutti gli anni qua e là.

Due piccolissime note negative sul rifugio Petra Piana: il cibo non è un granché, soprattutto la colazione dove ti danno pan carre e poco da metterci sopra. Un po’ di pane vero come in tutti gli altri rifugi non guasterebbe. (Però vendono dei formaggi fantastici). Lo spazio del dormitorio è veramente esiguo, non c’è posto per mettere niente. Se è pieno è un vero problema.

Se tu dovessi fare questa esperienza del GR20 un altra volta, che cosa cambieresti ?

Niente. Lo rifarei da Nord a Sud perchè così è stato concepito e per me è così che va fatto.

quali  consigli potresti dare ai nostri lettori italiani che preparano il loro GR20 ?

1- non sottovalutare l’impegno del trekking. Soprattutto chi  lo fa in autonomia (con tenda e cibarie) deve sapere che affronterà un percorso molto faticoso con grandi pesi sulle spalle. I dislivelli sono imponenti e il terreno quasi sempre roccioso è impegnativo.

2 – non portarsi dietro troppe cibarie. I rifugi tutti vendono alimentari vari e ci si può rifornire tappa per tappa. Nelel varie bergeries che si incontrano si possono comprare ottimi formaggi. Manca la frutta, per cui consiglio ove possibile di portarsene oppure utilizzare albicocche e pere disidratate.

3 – documentarsi scrupolosamente su tutte le tappe: dislivello, chilometri, condizioni del terreno, per non essere impreparati a quello che si deve affrontare. valutare e tenere presenti le numerose vie di fuga in caso si dovesse abbandonare il trekking

4 – molta gente parte prestissimo al mattino (quasi con il buio) forse per arrivare prima e accaparrarsi posti migliori nel camping (in rifugio quasi sempre il posto è assegnato dal custode, quindi inutile preoccuparsi di questo). Noi abbiamo sempre fatto tutto con calma, partendo presto ma in orari ragionevoli, anche perchè se arrivi troppo presto poi non sai cosa fare. Ci sono alcune tappe che presentano torrenti con belle pozze in cui si può fare il bagno e questo se il tempo è bello è un modo piacevole di passare il tempo. Consigliatissimo il torrente nei pressi del rifugio Tighjettu.

5 – Altri luoghi dove poter fare il bagno sono Il Golu nella valle che scende da Ciottolu a i Mori a Vergio e il Tavignanu lungo la sesta tappa. Le cascades des Anglais a Vizzavona.

6 – consiglio di farlo in almeno due volte. Si apprezza meglio il percorso e non ci si ammazza con 15 giorni consecutivi di pesante e disagiato trekking. Inoltree ci si concede la possibilità di tornare più volte in Corsica e magari abbinare qualche giorno in giro per la Corsica che è tutta meravilgiosa (non solo trekking, ma anche un mare da favola, belle città e paesini e cultura. E altri trekking possibili, tipo i percorsi dei doganieri Bord de mer)

7 – nella parte Sud esiste adesso l’aternativa che passa per Matalza, tra Usciolu e Asinau. Io consiglio però di fare la tappa originaria, che passa per il Monte Alcudina (Incudine). Potendo disporre di un giorno in più, qui si possono fare tutte e due le alternative con un giro ad anello (in parte già descritto nella  mia pagina Facebook)

8 – Nella tappa da Asinau a Paliri consiglio la variante alpina sotoo les Aiguilles de bavella, l’altro percorso è piutosto noioso e insignificante

9 – nella tappa Petra Piana l’Onda consiglio una sosta alla  la Bergerie de Tolla, delizioso posto dove ci si può rifocillare con i loro ottimi salumi e formaggi prodotti artigianalmente, pane fresco e birra corsa.

vuoi aggiungere qualcosa ?

1 – Ho una pagina facebook, GR 20 – Corsica, in cui ho raccolto molti materiali, fotografie e consigli. La descrizione con testo e fotografie e mappe di ogni tappa – fatta tutta la parte Nord, sto preparando la Sud. Note informative su possibilità di alloggio e sui mezzi di trasporto.
Creata proprio per mettere in comune la mia piccola esperienza e anche quelle di altri. Aperta a qualsiasi contributo.
www.facebook.com/fralimonti

2 – in rete ho trovato varie impressioni di altri randonneurs, alcune molto negative soprattutto sui gardiens. Che dire? a me non risulta o non è capitato. I più simpatici e affabili sono i custodi di Tighjettu e di L’Onda. Il custode del reguge de l’onda è un vero berger/pastore. Si mangiano i suoi formaggi e si assiste al rientro e mungitura delle capre con possibilità di assaggiare il latte appena munto

3 – esiste un sito internet dell’amico Michel Custodero contenente anch’esso consigli molto utili. Michael è molto esperto e risponde a chiunque mettendo in gioco la sua esperienza.  La descrizione della GR 20 che fa è « apocalittica » ma lui lo fa, come spiega, per far capire che il trekking non è assolutamente da sottovalutare per difficoltà e condizioni. Quindi non bisogna partire alla leggerea, ma consapevoli di quello che si affronta, preparati fisicamente e deterrminati.
https://gr20corsica.wordpress.com/versione-italiana/quello-che-bisogna-sapere/

4 – si può fare anche da soli e molti lo fanno. In quanto è frequentatissimo e non si è mai soli. Però io consiglio di farlo almeno in due, perchè è più bello per condividere esperienza ed emozioni e poi ci si può aiutare. Scegliere un compagno/a con cui si ha un buon rapporto di collaborazione e complicità.

5 – La Pietra al termine di ogni tappa non può mancare. Ad Haut Asco, Hotel Chalet, e Vizzavona trovate anche la Pietra Blonde e la Colomba, che suggerisco di assaggiare.

Grazie Mille Antonella !

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